giovedì 21 ottobre 2010

E FANNO 100!


Arriva al centesimo numero la collana Il Comandante Mark pubblicata da Edizioni if. Ristampa delle celebri storie realizzate dal trio EsseGesse, cominciata nel febbraio 2002, celebra il traguardo (non di poco conto in questo periodo di grave crisi per il mercato editoriale) con un albo dai contenuti “speciali”. Infatti, oltre a due classici episodi, ospiterà un poster a colori, realizzato dal bravissimo Paolo Morisi, la cronologia completa degli episodi de Il Comandante Mark, curata da Gabriele Ferrero, e un episodio a fumetti inedito che vede protagonisti i Lupi dell’Ontario. La storia, opera di Alessandro Russo, è illustrata da Riccardo Chiereghin che reinterpretano il personaggio attraverso rinnovati stilemi grafici e narrativi. In edicola a € 5,40. 224 pagine in B/N.

UNA MOSTRA PER I MOOMIN


Per celebrare i loro sessantacinquesimo anniversario, il museo inglese Bury Art Gallery (informazioni a fine post) dedica una mostra ai Moomin, dal titolo "Magical Moominvalley: The Illustrations of Tove Jansson", che esordirà il 23 ottobre.
Il mondo dei Moomin è stato creato da Tove Jansson, artista finlandese figlia dello scultore Viktor Jansson e dall'illustratrice Signe Hammarsten-Jansson. Nonostante cominci a pensarci già a fine anni Trenta, la Janson lo porta sulla carta solo nel 1945, nel libro per bambini intitolato Småtrollen och den Stora Översvämningen (“I piccoli troll e la grande alluvione”). All'inizio degli anni Cinquanta l'agenzia inglese Associated Press chiede alla Janson di creare una striscia dedicata al mondo dei Moomin, che fa il suo esordio sul quotidiano London Evening News nel 1954. Prendono così definitivamente forma le avventure un po' naif di Moomintroll (questo il nome originale del protagonista), un benevolo troll dalle forme tondeggianti, tanto da spingere i primi traduttori italiani a indicarlo come un ippopotamo. Moomin è presto circondato da una miriade di comprimari. Innanzitutto i genitori, prima persi e poi ritrovati, poi la fidanzata Adipella (in originale Snorkföken). Tutti Moomin, e in quanto tali identici nell'aspetto, se non per qualche piccolo dettaglio che permette di distinguerli: un cappello per papà Moomin, un ciuffo di capelli per Adipella, ecc. Ci sono poi una pletora di animali veri o inventati, tra cui un buffo topolino che appare sin dalla prima vignetta, l'amico Sniff e l'umano Pipetta (in originale Snorkföken). Fatto curioso è che non vi è grande distinzione tra esseri umani, che appaiono molto limitatamente, Moomin e altri animali (veri o immaginari), dato che tutti mostrano comportamenti umanizzati, vivono in case, stringono complesse relazioni interpersonali. Apparentemente serie per bambini, in realtà quella dei Moomin è apprezzata da un pubblico vasto ed eterogeneo, che rimane incantato di fronte ai teneri comportamenti dei personaggi, alle prese con situazioni quotidiane abbastanza semplici e avventure dai buffi risvolti: una gita in spiaggia, una nuova casa, l'incontro con strani pirati, un'alluvione, ecc. Delizioso il disegno, semplice ma ricco di trovate, molto attento nella rappresentazione della flora, svelando le doti di naturalista dell'autrice. Dopo cinque anni, esausta per i pressanti ritmi di una striscia quotidiana, Tove lascia che sia il fratello Lars Jansson a proseguire la serie, che procede fino al 1975. Oltre al fumetto, dei Moomin esistono complessivamente tre libri per bambini riccamente illustrati e dieci romanzetti con immagini in bianco e nero. Tale produzione libraria, in Italia è edita da Salani sotto il titolo Mumin, e anche molti nomi dei personaggi sono stati cambiati, per esempio Pipetta è diventato Tabacco. Il fumetto è stato invece parzialmente pubblicato dalla rivista Linus negli anni Sessanta e in due volumi della Milano Libri negli anni Settanta.

Info sulla mostra.
• Magical Moominvalley: The Illustrations of Tove Jansson from Tampere Art Museum Moominvalley Collection Finland - 23rd October 2010 to 15th January 2011 Bury Art Gallery, Museum and Archives, Moss Street, Bury BL9 0DR. Opening Times: Tue-Fri 10.00-17.00; Sat 10.00-16.30; Recommended last entry time: 16.45 on Weekdays. Tel: 0161 253 5878 E-mail: artgallery@bury.gov.uk Web: www.bury.gov.uk/MuseumsandGalleries

venerdì 10 settembre 2010

MUMBLE MUMBLE… 19

Sulla rivista "Il Libraio" di questo mese è ospitato un interessante editoriale, dal titolo "A cosa servono gli editori", che riflette sul ruolo degli editori. Il pezzo si riferisce agli editori di libri e saggi, ma credo che possa tranquillamente essere riferito anche a quelli di fumetti. Non aggiungo mie considerazioni, lascio che a parlare sia Stefano Mauri, autore dell'intro di cui riporto un brano.
"Gli editori incontrano un testo scritto da uno sconosciuto. Ne capiscono per primi il valore. Investono risorse, intelligenza, creatività e denaro per trasformare quel progetto in qualcosa di vero e necessario. Sostengono l'autore anche umanamente, perché credono in lui e gli danno credito. Elaborano una strategia di pubblicazione che collochi quel progetto nella giusta prospettiva di tempo, di luogo, di mercato. Il loro marchio rassicura i lettori perché hanno costruito un rapporto di fiducia."
Nuff said!

LIBRI SUI DRAGHI


Sistemando alcuni file sul computer, mi sono reso conto di aver recensito, nel tempo, diversi libri sui draghi. Eccone un paio.

COME ALLEVARE E ACCUDIRE UN DRAGO
di Jospeh Nigg e Dan Malone (illustrazioni)
Il Castello
cartonato, colore, 128 pagine, 12,90 euro
Confesso di aver provato un certo scetticismo di fronte al titolo di questo volume. Ho sempre ritenuto impossibile ridurre un drago alle condizioni di animale domestico, e dei pazzi coloro che ci provavano. Un'attenta lettura delle linee guida di John Topsell (allevatore di fama internazionale e nipote di Edward Topsell, autore nel 1608 del tomo Historia dei serpenti) mi ha però fatto del tutto ricredere. È evidente che il compito si presenta come assai gravoso, ma affatto impossibile. Tutto sta nell'individuare il drago in sintonia con la propria personalità (la gamma si estende dal Drago occidentale a quello Asiatico, dalla Cocatrice al Serpente Arcobaleno e via dicendo), e nell'allestire spazi idonei in cui farlo vivere. Fortunatamnete il libello in questione è prodigo di consigli su ogni aspetto: dall'alimentazione alla comunicazione, dal trasporto all'igiene. Qualche contrattempo può sempre capitare, si consiglia in particolare di fare attenzione ai draghi che sputano fuoco, ma perseveranza e pazienza premieranno chiunque segua con attenzione le istruzioni e con amore il proprio cucciolo squamato (o piumato, nel caso della Cocatrice). A chi restasse perplesso di fronte all'uso di disegni a scapito di foto, va detto che Dan Malone è un'eccellente pictor. Le sue illustrazioni, spesso di grande formato, riescono a immortalare ogni tipo di drago, non solo nell'aspetto ma persino nell'indole. Immagini molto curate fissano sui fogli di pergamena tutto il fascino di queste meravigliose creature, prediligendo tonalità pastello e pose spettacolari. Insomma, un libro non solo utile ma anche piacevole da sfogliare.

DRAGOLOGIA
di Ernest Drake, con illustrazioni di Wayne Anderson, Douglas Carrel, Helen Ward
Fabbri Editori
cartonato, colore, 32 pagine, 25 euro
Dragologia, sottotitolato “Il libro completo dei draghi”, non è un fumetto, ma non dovrebbe mancare nella libreria di qualsiasi lettore di fumetti, amante della fantasy o semplice sognatore. Sorta di frullato fra un testo di saggistica, un'opera di fantasy e un libro per ragazzi, si tratta di un volume studiato in ogni minimo dettaglio, la cui lettura va affrontata con la stessa propensione d'animo con cui da bambini leggevamo un libro di fiabe, o ci avventuravamo al cinema per vedere un lungometraggio animato di genere fantastico. Detto in poche parole, si tratta di un volume sui draghi, che nella grafica richiama gli impolverati tomi antichi e nelle soluzioni cartotecniche i più bei libri di produzione anglosassone. Oltre a leggerne i testi e ammirare le figure, infatti, potrete toccare con mano la pelle di drago, riflettervi in un suo occhio, ammirarne la luccicante polvere (ottenuta dalla condensazione del suo respiro). Tutto ciò grazie a inserti, gemme di plastica incastonate nella cover, libretti dentro il libro, bustine contenenti ogni sorta di cose. Se in voi c'è ancora un briciola del bambio che eravate un tempo, non potrete fare a meno di restarne incantati.

sabato 31 luglio 2010

MUMBLE MUMBLE… 18

Il copyright nella terra dei manga.
La tutela del diritto d’autore assume in Giappone dei risvolti leggermenti inquietanti, fatti di eccessi di controllo e di larvate minacce. Chi scrive non è un legale e non ha una conoscenza approfondita del diritto nipponico, quindi le riflessioni che seguono sono esclusivamente frutto di anni di esperienze personali, costantemente a contatto con editori e autori giapponesi. Inoltre, preciso subito di essere uno strenuo difensore del diritto d’autore, ma ritengo che che certe prese di posizione “estreme” siano insensate e creino più danni che vantaggi agli autori e alle loro opere. Il problema di fondo consiste nel fatto che gli editori giapponesi non riconoscono, nemmeno minimamente, il diritto di citazione. In altre parole l’utilizzo di anche una sola immagine per illustrare un articolo, una recensione, un saggio dedicato a un loro fumetto, viene da loro etichettato come “pirateria”. Una rivista come Scuola di fumetto, per esempio, è per gli editori giapponesi impensabile (infatti in Giappone le riviste di informazione sui manga sono quasi inesistenti), dato che per ogni immagine andrebbe richiesta autorizzazione alla rispettiva casa editrice. E il problema non si limita al fatto di dover chiedere un permesso (cosa lunga e faticosa, ma fattibile), bensì si ingigantisce di fronte alle conseguenze della richiesta. L’editore giapponese, infatti, per concedere anche una sola immagine chiederà di leggere l’articolo (e subito si prospetta il problema della libertà di stampa, dato che non prenderà con benevolenza nessuna critica), magari vorrà del denaro per l’utilizzo dell’immagine, spesso obietterà che non vuole che su una stessa pubblicazione siano presenti suoi manga vicino a manga di editori concorrenti. Insomma, paralizzerà per mesi la pubblicazione, rendendo l’atto di cortesia iniziale (la richiesta di autorizzazione a usare l’immagine) una vera e propria mina vagante. Tutto ciò diventa ancora più paradossale di fronte al fatto che in realtà gli editori giapponesi il più delle volte non possiedono i diritti dei manga, i quali restano saldamente nelle mani degli artisti (al contrario di alcuni editori occidentali, come Disney o Marvel, che hanno il controllo totale sui propri personaggi). In pratica, l’editore svolge un ruolo da intermediario, quasi da agente, ma non può disporre a piacimento dell’opera altrui. Infatti, i mangaka devono dare il proprio benestare prima che l’editore firmi un contratto per un’edizione estera. Si penserà allora che siano gli artisti a essere così gelosi e protezionisti nei confronti dei loro lavori. Spesso, invece, non è così, sono al contrario ignari, o indifferenti, di fronte al “pressing” delle case editrici. Per fare un esempio pratico, quando ero editor dell’edizione italiana di un manga di Toshiki Yui chiesi all’autore una piccola intervista da pubblicare in appendice all’albo. Molto cortesemente, Yui acconsentì volentieri. Una volta pubblicato il manga, però, ricevetti un severo rimprovero dalla casa editrice giapponese, la Shueisha, che, in sintesi, mi chiedeva chi mi avesse autorizzato. A parte l’illogicità della domanda (era ovvio che mi avesse autorizzato l’autore, dato che era stato lui a rispondere alle domande), sorprendente fu il fatto che anche Yui rimase molto meravigliato della cosa, dato che giustamente riteneva di potere concedere interviste a chicchessia e dato che i diritti del manga erano in ultima istanza suoi. Gli editori nipponici, insomma, cercano di mantenere un controllo strettissimo sulle opere che pubblicano, anche quando non ne hanno un vero diritto e anche quando questo diventa deleterio, dato che tende a bloccare una maggiore informazione (e quindi pubblicità) sui manga. Certamente un Dragonball e un One Piece (tanto per fare due nomi), già estremamente popolari in tutto il mondo, non necessitano di pubblicità, ma serie e autori meno commmerciali e meno noti possono solo ottenere dei vantaggi da una rassegna stampa che li presenti a un pubblico che ancora non li conosce. Un concetto che i grandi editori giapponesi (o i loro modesti funzionari) ancora non sembrano avere compreso.

venerdì 30 luglio 2010

FUMETTI IN 3D


A partire dal 14 agosto la casa editrice Hobby & Work lancerà in edicola la collezione "I protagonisti dei Fumetti 3D Collection", composta da miniature in metallo (o "soldatini") di 95 centimetri d'altezza dei più famosi personaggi del fumetto italiano, accompagnate da fascicoli di 16 pagine in grande formato. Ovviamente ogni fascicolo sarà incentrato sulla miniatura allegata, fornendo informazioni sul personaggio, amici, nemici, mondo, autore, ecc. Il tutto corredato da moltissime immagini.

Ad aprire le danze sarà Diabolik (venduto al prezzo lancio di 4,99 euro), seguiranno Zagor (a 7,99), Tex Willer (a 10,99 euro, come tutte le uscite successive), Mister No e molti altri. Si segnala una predilezione per i personaggi Bonelliani e loro amici (per esempio Cico) e nemici (per esempio Mefisto), ma anche personaggi provenienti dal fumetto erotico (Miele di Manara) e d'autore (Valentina di Crepax).
I collezionisti impazienti comincino pure a tampinare i loro edicolanti di fiducia.

sabato 24 luglio 2010

DAL BRASILE


L'amico Luigi, mezzo brasilero e mezzo italianspaghetti, mi ha recentemente inviato mail sulla produzione brasiliana, e in particolare sui fumetti in stile manga realizzati da autori locali. Dato che mi sembrano informazioni interessanti, condivido qui quelle relative alla serie Holy Avenger. Le parole sono di Luigi. Altre informazioni su Holy Avenger sono rintracciabili su Wikipedia.
"In Brasile, in particolare dove abitavo io (Goiania, accanto a Brasilia, capoluogo di Goias), c'è molta gente che aprezza i manga e la cultura orientale. E che apprezzano anche i giochi di ruolo. I manga più famosi sono quelli che hanno mischiato i manga e i giochi di ruolo, aumentando considerevolmente i clienti di questi ultimi. Si tratta di Fantasy con belle storie, e a differenza degli orientali, con poche scene di battaglia, incentrate molto di più sulla trama.
Esistono anche altri manga nazionali, ma pochi sono riusciti a superare il secondo numero. Dal 2002 in poi, queste produzioni hanno preso una direzione inaspettata. Marcelo Cassaro e la sua compagnia pubblicavano già da cinque anni una rivista di giochi di ruolo (Dragao Drasil), e hanno deciso di dare spazio ai manga nazionali, lasciando sempre da cinque a dieci pagine extra per queste storie. L'iniziativa abbe successo e dopo qualche hanno, Marcelo insieme a Erica Awano decisero di pubblicare Holy avenger, con i primi numeri come extra della loro rivista. La serie non ebbe molto successo, ma dopo i primi dieci capitoli le vendite aumentarono vertiginosamente (nessuno sa il perchè), riuscendo così a portare la serie fino alla sua conclusione nel capitolo 40."

MUMBLE MUMBLE… 17

"Giocare con le parole" potrebbe essere il titolo di questo breve post. È il lavoro di noi giornalisti giocare con le parole, ed è normale "infiocchettare" le opere che realizziamo con aggettivi positivi, addirittura altisonanti (dopotutto dobbiamo venderlo, o farlo vendere ai nostri editori). Ma mi sembra che ultimamente si giochi un po' troppo. Mi riferisco a due lanci pubblicitari visti di recente (ma in giro potrebbero essercene altri, magari segnalatemeli). Corriere e Gazzetta lanciano una collana con i fumetti di Corto Maltese e la definiscono "inedita". Come inedita? Corto è stato pubblicato in tutte le salse, Pratt, il suo autore è morto, da dove arriva il materiale inedito? Poi si va a leggere meglio e si scopre che inedito è il formato, le storie sono ovviamente le stesse. DeAgostini lancia la "nuova" collana Disegna Manga & Anime. Nuova? È la stessa pubblicata un anno fa, si tratta semplicemente di un rilancio con lievissime modifiche. Nulla di grave, per carità, ma sa un po' di presa in giro. Personalmente mi infastidisce un pizzico, mi sembra che in questo modo il lettore (e anche io appartengo a tale categoria) venga trattato un po' da fesso. Che ne pensate?

giovedì 22 luglio 2010

IL CONCORSO DI PRADA


Prada lancia un concorso per la creazione di un personaggio femminile fantasy per un potenziale fumetto. Unica richiesta, che il personaggio indossi occhiali Praga. Il premio è decisamente allettante (5.000) euro, la scadenza, purtroppo, molto vicina (31 agosto). Maggiori informazioni sul sito www.prada.com. Consiglio agli aspiranti fumettisti, ma anche ai fumettisti professionisti, di buttarci un occhio.

sabato 10 luglio 2010

NOSTALGIA CANAGLIA


Sistemando alcuni fumetti nel mio archivio, mi sono imbattuto in una pila di comicbook originali di Star Wars (al tempo editi dalla Marvel). Al loro interno c'erano queste pubblicità che mi hanno strappato un sorriso nostalgico. Lo condivido con i lettori di questo blog.

martedì 22 giugno 2010

STORIE DI CANTASTORIE


Il nome di Sergio Tofano, in arte Sto, non dovrebbe risultare nuovo agli appassionati dei fumetti, visto che è stato il creatore del famosissimo Signor Bonaventura. Ma Tofano ha anche calcato il palcoscenico come attore, si è cimentato con ottimi risultati come illustratore e scrittore. "Storie di cantastorie" (Adelphi, 120 pagine, 12,91 euro), che raccoglie storielle del 1920, rappresenta un po’ il contraltare delle storie a fumetti pubblicate sul Corriere dei Piccoli durante gli stessi anni. Mentre in queste ultime predominava il disegno su testi in rima, in Storie di cantastorie le parole, sempre in rima, acquisiscono maggior peso rispetto alle immagini. Il risultato finale, tuttavia, non è dissimile, giungendo a filastrocche divertenti supportate da un disegno molto moderno per l’epoca, conciso, essenziale, di un perfetto minimalismo. Letture gradevole anche novant’anni dopo la loro creazione, le Storie di cantastorie sono un concentrato di personaggi surreali e immediatamente simpatici, nonché una delle tante vie di mezzo tra fumetto e narrativa.

domenica 20 giugno 2010

ECCENTRICO STAN


Che Stan Lee, creatore di mezzo universo Marvel, fosse un tipo egocentrico e un pizzico eccentrico lo si era compreso da tempo, ma ora il “sorridente” ha dato il meglio di sé. Non contento di avere realizzato la sceneggiatura del manga Karakuridouji Ultimo (disegnato da Hiroyuki Takei), e di avere prestato le proprie sembianze a uno dei personaggi (Dunstan), il grande Stan si è fatto immortalare sulla fascetta del volumetto giapponese
sopra un testo in inglese (lingua davvero inusuale per un tankobon). Inoltre, un’intera pagina è dedicata una sua foto mentre indossa un candido yukata (un kimono da camera) bianco arricchito dal disegno di un enorme ragno rosso. Spider yukata lo chiama Stan, e afferma di indossarlo per passeggiare a Beverly Hills. Più che super poteri, un super ego.

martedì 15 giugno 2010

ADDIO, AL


Davvero un periodo nefasto per il mondo del fumetto. Ci ha lasciati il 13 giugno Al Williamson. Nato a New York il 21 marzo del 1931 è stato uno dei più importanti artisti del fumetto classico americano. Ha disegnato sia strip sia comicbook, spaziando tra i generi più diversi: western, fantasy, SF, avventura, ecc. Tra i personaggi e le serie che si sono avvalsi della sua dettagliata matita e delle sue vigorose chine vi sono Flash Gordon, Agente Segreto X-9, Star Wars, Spider-Man. Una perdita incolmabile.

mercoledì 9 giugno 2010

MUMBLE MUMBLE… 16

Girando i rete mi sono imbattuto nell'interessante articolo dal titolo "How Walt Disney Created manga" (lo trovate qui: http://www.escapistmagazine.com/articles/view/issues/issue_257/7659-How-Walt-Disney-Created-Manga.1). La tesi che sostiene è, alla fine dei conti, che tutti si influenzano a vicenda e che ciò è positivo.


In particolare, i manga come li conosciamo oggi devono molto a Disney poiché Tezuka (nell'immagine destra) si ispirò all'artista americano nel realizzare i propri. Certamente Tezuka adattò e modificò temi e stile grafico secondo i propri gusti e secondo la cultura giapponese, ma il seme da cui è nata la pianta è disneyano. Paradossalmente, oggi manga e anime arrivano negli Usa e influenzano gli autori occidentali. Le idee girano esi evolvono in continuazione. Già qualche anno fa avevo scritto un pezzo (apparso sui Disney Manga) sull'argomento. Lo ripropongo qui sotto.

WALT DISNEY: L’UOMO CHE INVENTò I MANGA

Il titolo di questo redazionale potrà apparire assurdo a molti lettori di manga. In effetti è volutamente provocatorio, ma meno lontano dalla realtà di quanto la maggior parte delle persone possa pensare. In Giappone il creatore del manga moderno è considerato Osamu Tezuka (1928-1989), tanto importante per questa forma di narrazione da essere soprannominato manga no kamisama (“dio dei manga”). I fumetti giapponesi esistevano già prima del suo arrivo, ma Tezuka ha contribuito fortemente a imporre alcuni stereotipi grafici e narrativi che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. Tra questi spicca una grande cinematicità, delle scelte visive tese a rendere il fumetto fortemente cinematografico. Ma anche più banali “trucchi grafici”, come i grandi occhi dei personaggi. Da dove prese spunto Tezuka per tali scelte? Dai cartoni animati di Walt Disney. Per sua stessa ammissione, il maestro giapponese era un grande fan di Disney e vide decine di volte i suoi cartoni animati, cortometraggi o lungometraggi che fossero. In realtà amava anche altre produzioni statunitensei, ma per alcuni film di Disney aveva una vera e propria passione, tanto da visionare la pellicola Bambi più di ottanta volte! È da quelle visioni ripetute, quasi ossessive, che trasse molti spunti, come l’utilizzo di grandi occhi per meglio comunicare le emozioni e una propensione per le sequenze cinematografiche. Non solo, Tezuka arrivò a disegnare manga aventi quali protagonisti personaggi Disney. Negli anni Cinquanta si dedicò infatti anche alla realizzazione di due volumi ispirati a film Disney: l’amatissimo Bambi e il celebre Pinocchio, che seppe magicamente reinventare col suo bel tratto di matrice nipponica. Come dire che i Disney Manga nacquero una cinquantina di anni fa, in barba a coloro che hanno sempre pensato che il mondo disneyano e quello nipponico fossero in conflitto.

domenica 6 giugno 2010

NUOVO BLOG!


È in rete il nuovo blog tihospeditounfumetto.blogspot.com, che abbina passioni fumettistiche e postali. Tra i protagonisti dei primi post: Slam Dunk, Spiderman, Astroboy. Inviategli una vostra missiva, verrà messa in rete assieme alle altre, contribuendo alla creazione di un originale caleidoscopio di immagini che strizza l'occhio al fumetto e alla mail art. Buon divertimento.