mercoledì 2 gennaio 2019

RICORDANDO GRAZIA NIDASIO

Il 24 dicembre del 2018 è venuta a mancare Grazia a Nidasio. La ricordo con questa biografia che scrissi per il volume "Fumetto! 150 anni di Storie italiane" della Rizzoli (ancora in commercio).


Molto più che una semplice fumettista, Grazia Nidasio è anche una narratrice, un’illustratrice, un’artista in grado di usare il disegno per raccontare storie e persone. Il medium fumetto per lei non è mai “rigido”, vincolato in gabbie e riquadri, ma strumento malleabile nelle mani dell’autore. Non a caso nelle tavole del suo personaggio più famoso, Valentina, praticamente non esistono vignette squadrate o di forma regolare, al contrario numerosissimi e multiformi spazi, spesso perfino privi di contorni, dai moltissimi colori ed entro cui “galleggiano” balloons e didascalie. Eppure, nulla appare confuso o disordinato, al contrario la narrazione prosegue spedita e piacevole, in pagine che sembrano quasi arabeschi in stile art decò. E se l’aspetto grafico è originale e perfettamente padroneggiato, non di meno è quello narrativo. I suoi fumetti della Vale e della sorellina Stefi sono lenti di ingrandimento per osservare la società, sono strumenti per raccontare la famiglia italiana (e non solo). Di più, sono veri e propri mezzi di comunicazione utilizzati per raggiungere il pubblico (o i pubblici) coetaneo delle protagoniste, persino opportunità per fornire consigli e portare avanti campagne ambientaliste. Tutto ciò anche grazie ai personaggi, credibili, “veri”, e quindi visti dai giovani lettori come “amici di carta”.
Grazia Nidasio nasce a Milano nel 1931. Dopo aver conseguito il diploma al liceo artistico di Brera, si iscrive ai corsi regolari dell’Accademia con indirizzo in scultura e frequenta nel contempo la Scuola Serale del Nudo. Esordisce come illustratrice nel 1952 sul Corriere dei Piccoli, testata che un anno dopo ospita anche il suo primo fumetto. Si tratta di Alibella, una graziosa bambina con ali di farfalla. Nel marzo del 1954 tocca a Gelsomino, un ladro buono che agisce in tavole con didascalia in rima baciata, come consuetudine del Corrierino.
Nella seconda metà degli anni Cinquanta inizia a lavorare nell’ambito dell’editoria per ragazzi, firmando illustrazioni per l’editrice Marzocco e per Cino del Duca, a cui seguono, negli anni Sessanta, AMZ, Mursia, Salani, Einaudi, Mondadori e molti altri.
Dal 1961 realizza, ancora per il Corriere dei Piccoli e su testi di Guglielmo Zucconi, le tavole di Violante, cominciando a prendere dimestichezza con l’universo adolescenziale.
Nel 1964 tocca al Dottor Oss, più romanzo illustrato che fumetto vero e proprio, ottenuto adattando su testi di Mino Milani un’opera di Jules Verne.
Il 12 ottobre del 1969, sul Corriere dei Piccoli, appare il primo episodio di Valentina Mela Verde, destinata a essere pubblicata fino al 1976, passando nel 1972 sulle pagine del Corriere dei Ragazzi. Con la chiusura di quest’ultimo, cessa le pubblicazioni anche Valentina, ma le sopravvive la sorellina Stefi, da comprimaria diventata protagonista, le cui storie tornano sul Corrierino.
La chiusura della storica testata comporta la fine delle serie pubblicate con successo per tanti anni, ma la Stefi rimane nel ruolo di commentatrice in vignette satirico-umoristiche pubblicate settimanalmente dal Corriere della Sera, e in seguito diverrà protagonista di una serie in animazione.
Intanto la Nidasio prosegue il suo intenso lavoro da illustratrice, dai libri per l’infanzia alla collaborazione con i periodici, dalle vignette per i quotidiani alla divulgazione storico-scientifica, senza dimenticare le fruttuose incursioni nel campo della pubblicità e dell’animazione. Un’attività che frutta numerosi premi e riconoscimenti, fra gli altri: il Premio Andersen, come miglior autore nel 1987; il Premio Ford Foundation per la divulgazione scientifica sui Problemi Ambientali, la menzione speciale alla carriera assegnatale nel 2001 dalla prestigiosa giuria dell’Andersen che, nel 2006 ha anche scelto il titolo L’universo di Margherita da lei illustrato come il miglior libro di divulgazione dell’anno. Scompare il 24 dicembre del 2018.

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