lunedì 26 settembre 2011

ADDIO, SERGIO

Nella rete rimbalza la notizia della scomparsa, avvenuta nella notte, di Sergio Bonelli. Non scrivo altro, nel futuro prossimo ci sarà tempo per ricordarlo.

domenica 11 settembre 2011

RICOLORARE O NO?

Recentemente Panini ha pubblicato (in appendice a Thor, ma anche sui volumi distribuiti con Gazzetta dello sport) le storie brevi di Asgard (in assoluto tra i miei racconti preferiti di Thor) ricolorati (nel 2010 da Olivier Copiel) in chiave moderna. Il risultato è ottimo, ma la lettura mi ha lasciato un piccolo dubbio che mi ronzava per la testa. Realizzate negli anni Sessanta dalla formidabile coppia Stan Lee e Jack Kirby, i racconti di Asgard narrano le leggende degli dei nordici, mescolando poesia e avventura. Nei sixties, però, il modo di colorare i fumetti era molto diverso, più "forte", più eccentrico, più pop e, a mio avviso, più in linea col disegno di Kirby, che faceva anche dell'eccesso uno dei suoi punti di forza. Quindi sono andato a cercarmi le tavole con la colorazione originale. Ebbene, lo ammetto, per quanto più infantile (e forse proprio per quello), amo di più quella, in linea con l'età dell'oro di Kirby e della Marvel. Voi che ne pensate? Allego sotto due esempi con vecchia e nuova colorazione.




domenica 4 settembre 2011

MERAVIGLIOSO JACK KIRBY


Mi sono imbattuto casualmente nell'immagine che posto con queste poche righe e mi sono immediatamente ricordato perché amo Jack Kirby. Guardate le pose dei personaggi, gli sfondi perfetti, l'ironia, la capacità di inventare tecnologia mirabolante con due bomboloni e qualche tubo… Un genio.

giovedì 18 agosto 2011

TUTTE LE MARVEL T-SHIRT

Ecco l'elenco di tutte le magliette della collezione Marvel in edicola da questo mese grazie a Hobby & Work.

Spider-Man
Capitan America
Wolverine
Iron Man
La Cosa
Hulk
Silver Surfer
Goblin
Thor
La Torcia Umana
Devil
Venom
Donna Invisibile
Dottor Octopus
Uomo Ghiaccio
Ciclope
Mister Fantastic
Magneto
Punitore
Vedova Nera

mercoledì 17 agosto 2011

LEGGERE O SCRIVERE?

"La maggior parte del tempo di uno scrittore è spesa nel leggere, non nello scrivere. Si può far passare mezza biblioteca per fare un libro."

Samuel Johnson (1709-1784)

sabato 13 agosto 2011

RICORDANDO BONVI


Dato che sto lavorando ad alcuni pezzi che riguardano Bonvi, mi è tornato in mente l'unico incontro di persona che ho avuto col "papà" delle Sturmtruppen. Parliamo di oltre venti anni fa (forse 25, ero ancora un pischello), mi trovavo a Lucca per la fiera del fumetto e chiacchieravo di fumetti con un ragazzo conosciuto là, un amico di un amico che se ricordo bene si chiamava Danilo. Mentre parliamo, in un parchetto o un viale, non ricordo bene, vediamo Bonvi che a sua volta sta parlando con qualcuno, Danilo decide subito di andare a chiedergli un disegno. Generalmente, oggi come allora, non amo infastidire gli autori chiedendogli disegni, ma dato che si era a Lucca e che a Lucca (almeno allora) ci si andava anche per quello la cosa non mi è parsa strana. Quindi accompagno Danilo, che dopo pochi passi raggiunge Bonvi e con fare amichevole, come se lo conoscesse da anni, lo chiama e dice "ciao, mi fai un disegno, sono Danilo tal dei tali". Bonvi si gira e sgrana gli occhi, evidentemente si ricorda del suo nome, e con con voce bassa ma decisa risponde "Ah, tu sei quel testa di cazzo." A me si gela il sangue nelle vene, c'è qualcosa che mi sfugge… Non ricordo se Bonvi disse altro, comunque prese un foglio e fece il disegno richiesto. Danilo, soddisfatto, si allontanò e io, senza dire un parola, feci lo stesso temendo che Bonvi tirasse fuori una luger. In seguito mi venne spiegato che Danilo era solito telefonare a tutte le ore, anche di notte, agli autori per chiedergli disegni e tra i suoi "bersagli" vi era anche Bonvi. Mi fu quindi più chiara la reazione. Ancora oggi trovo che, tutto sommato, Bonvi fu molto gentile: al suo posto altro che disegno, avrei tirato a Danilo penna, foglio, e tutti i sassi del parchetto, invece Bonvi si limitò a un epiteto e realizzò il disegnino richiesto. Io, comunque, pur non avendo colpe mi tenni alla larga da Bonvi per tutto il resto di Lucca.

venerdì 12 agosto 2011

MARVEL T-SHIRT COLLECTION


Ormai è ufficiale, dato che il primo numero è già in edicola. La Hobby & Work ha lanciato una collezione di magliette dedicate ai personaggi Marvel. Ogni maglietta è accompagnata dal consueto fascicolo sul personaggio. Le prime tre uscite sono Spider-Man, Captain America e Wolverine. Le altre ve le svelo nei prossimi giorni. Se durante l'estate (ma anche d'inverno durante le partite di calcetto) volete fare sfoggio della vostra passione, correte in edicola!

venerdì 5 agosto 2011

5 AGOSTO

"Il 5 agosto il litorale era completamente deserto. Convinti che la flotta tedesca avrebbe presto dato l'assalto al canale della Manica e cannoneggiato la baia, erano tutti fuggiti sulla terraferma. Noi eravamo restati e facemmo le nostre vacanze come al solito. della crisi mondiale ricordo soltanto quella spiaggia all'improvviso vuota e l'espressione sul volto di mio padre mentre passava ala giornata a leggere i giornali, e che diceva a mia madre: 'sarà finita per Natale'. Delle figure color cachi e dei grovigli di filo spinato apparvero nei pressi del forte sulle colline. Delle navi da guerra navigarono nei paraggi, le esercitazioni di tiro ci fecero sobbalzare diverse volte ogni giorno, un paio di volte un aereoplano attraversò lo stretto ronzando, si rigirò su se stesso e atterrò per alcune ore. Sylvia e io passammo un lungo e torrido pomeriggio a sorvegliare una spia tedesca che poi si rivelò essere un anziano e famoso scrittore che stava venendo a piedi da casa sua a Freshwater Bay per far visita ai miei genitori. Restammo in attesa dei Daintrey, ma non vennero mai."

da "Le ragazze dai capelli rossi" di Rosamond Lehmann, del 1946

MAKE MINE MARVEL!


Di imminente uscita nelle edicole italiane un collezionabile dedicato ai personaggi Marvel (il primo a essere ospitato sarà Spider-Man). Ancora non posso fornire dettagli, ma dovrebbe essere in edicola appena prima o appena dopo il 15 agosto. Risintonizzatevi per avere maggiori notizie.

giovedì 21 luglio 2011

MANCANZA DI MEMORIA STORICA

Sul numero 239 di Anteprima (catalogo di distribuzione per le fumetterie) leggo un articolo a firma Sara Mattioli in cui si annuncia trionfalmente la presenza di Jiro Taniguchi (i lettori di questo blog dovrebbero sapere di chi si tratta) alla prossima Lucca Comics. "Lucca Comics, Panini e RCS hanno lavorato in team per portarlo per la prima volta in Italia", si dice nel testo, peccato che questa sia la terza volta che il prestigioso mangaka viene nel nostro Paese. La prima fu ospite a Milano, in occasione di Cartoomics (e tra l'altro stette allo stand Panini per quasi una giornata a firmare l'appena uscito "L'uomo che cammina"), la seconda a Bologna (non ricordo per quale mostra, gli organizzatori magari mi rinfreschino la memoria) e per l'occasione fu intervista da me ed Enrico Fornaroli e l'intervista apparve su albi Panini. Insomma, Panini sembra non sapere di avere già interagito più volte in Italia con l'artista. Nulla di male, mette però un po' di tristezza vedere che editor incaricati di seguire un mangaka così importante ne sappiano ben poco. Inoltre, questo si aggiunge all'opinione che da tempo mi sono fatto sulla superficialità con cui viene trattato Taniguchi in Italia (già in altri post avevo accennato all'assurda etichetta di "mangaka più europeo" affibbiatagli). Chissà, un giorno racconterò di quando, molti anni fa, nessun editore italiano voleva pubblicarlo e del primo suo volume edito in Italia di cui Taniguchi non sapeva nulla…

TEX A COLORI


Da molto tempo mi chiedo come mai in casa Bonelli non sfruttino appieno lo straordinario successo di Tex sviluppando nuove iniziative editoriali (e non semplicemente uno speciale l'anno). La situazione sembra smuoversi un pochino, dato che la casa editrice ha annunciato per il 5 agosto l'uscita di uno speciale interamente a colori e dall'elevato numero di pagine (160). Si tratta di una pubblicazione annuale, quindi nulla di eclatante dal punto di vista dello sfruttamento commerciale, ma almeno è un inizio. Sul fronte dei contenuti, Mauro Boselli ai testi e Bruno brindisi ai disegni fanno decisamente ben sperare. Sotto allego il comunicato della casa editrice.

"Il 5 agosto prossimo è da cerchiare di rosso, sul calendario degli appassionati delle avventure di Aquila della Notte: quel giorno vedrà il debutto in edicola di Color Tex, una nuova collana annuale dedicata al Ranger più famoso del mondo del fumetto. Per celebrare adeguatamente questo storico esordio, l'avventura (160 pagine, interamente in "technicolor"!) non poteva che essere un po' speciale. Mauro Boselli, lo sceneggiatore dell'albo, ha pensato di tessere una trama dallo schema tradizionale, che permettesse al disegnatore, Bruno Brindisi, di sfoggiare la sua bravura e che coinvolgesse tutti e quattro i pards. Ma, a uno di loro, Boselli ha riservato un tragico destino... "

Maggiori informazioni sul sito Bonelli www.sergiobonellieditore.it per le immagini ©Sergio Bonelli Editore.

venerdì 24 giugno 2011

VAGAMENTE PRATTIANO


Molto fumettistico e vagamente prattiano è lo stile delle illustrazioni che accompagnano un'edizione del romanzo di James Fenimore Cooper "The Last of the Mohicans". Il volume, trovato su una bancarella dell'usato, è edito da Baronet Books nel 1992. Le illustrazioni, un centinaio circa, sono del Pablo Marcos Studio (di Pablo Marcos Ortega, noto anche come Pablo Marcos e disegnatore di svariati fumetti).

giovedì 23 giugno 2011

MUMBLE MUMBLE… 24

Oggi son andato in posta, nessuna fila, ma come spesso accade ultimamente i computer funzionavano male, quindi per spedire un pacco ho impiegato una mezzoretta. Comunque, in mano avevo l'ultimo numero uscito di Lilith (Sergio Bonelli Editore) appena comprato in edicola. Mentre aspetto mi vede Paolo. Paolo è una persona di mezza età, un finanziere (talvolta gioco a pallone con alcuni finanzieri, ma questa è un'altra storia…), è una persona abbastanza intelligente, cultura media. Mi saluta e butta un occhio al fumetto, guarda il prezzo e dice "accidenti, 3,50 euro", facendo la smorfia di chi lo considera esagerato. Da vecchia volpe abituata a qualsiasi commento negativo sul media in questione (un giorno racconterò di quando, eoni fa, frequentavo l'Università Cattolica di Milano e venivo guardato male persino dagli altri studenti perché mi portavo sempre dietro qualche fumetto) incasso bene il colpo e rispondo rapido: "l'autore per farlo ci mette 6 mesi, voi finanzieri in 10 minuti fate una multa da un migliaio di euro…" Poi cambio argomento. Questo post non è di autocommiserazione per raccontare la solita solfa "i fumetti sono arte, non sono capiti, valgono tanto oro quanto pesano e via dicendo", semplicemente registro un fatto: ancora oggi, nel 2011, quando con 3,50 ci compri a malapena una pizza surgelata alla Coop accompagnata da una bottiglietta d'acqua minerale, 3,50 euro per un fumetto di 128 pagine sono considerati una spesa enorme. Significa che abbiamo perso la guerra, gente, il fumetto non uscirà mai dalla nicchia, facciamocene una ragione. Dopotutto, può esserci onore anche nella sconfitta.

mercoledì 15 giugno 2011

IL DOTTOR COLAN HO, SUPPONGO…


“Dr. Livingston, I presume…”, sono queste le parole con cui Henry Stanley esordì nel 1871, dopo una lunga ricerca in Africa, di fronte al noto esploratore inglese David Livingston da anni smarrito nella giungla. La lunga e perigliosa ricerca da Stanley assomiglia un po’ a quella condotta da chi scrive nella difficilissima impresa di trovare volumi dell’artista hongkonghese Colan K. C. Ho. A fine anni Novanta, l’impavido segugio Castellazzi, spingendosi ove nessun editor era mai giunto prima, scova a Tokyo un libro dal titolo Amazing Twins. È il primo, folgorante incontro con un misterioso autore, Colan Ho appunto.

I GEMELLI MERAVIGLIOSI
Benson e Leo sono gli Amazing Twins. Hanno una coporatura nella media e prediligono un abbigliamento classico (giacca e cravatta), tuttavia non sono esattamente delle persone comuni. Il loro viso è tondo, le orecchie sono a punta e una evidente antenna gli spunta dalla testa. Già, perché Benson e Leo sono due extraterrestri provenienti da Amazing Planet, stabilitisi sulla Terra per osservare meglio noi esseri umani.
Questa l'idea semplice, ma geniale, di due autori di Hong Kong, Benny Au (classe 1964) e Colan Ho (1970), che nel 1996 danno vita alla Amazing Twins Design Workshop Limited. Insieme i due perfezionano un nuovo modo di fare arte, rielaborando foto reali al computer e inserendo in tal modo gli eternamente sorridenti Benson e Leo nella vita quotidiana terrestre, per portare qui da noi non solo la loro avanzata tecnologia, ma soprattutto una maggiore attenzione per l’ecologia e la comunicazione interpersonale.
Basta fotografare due comuni esseri umani (gli stessi Benny e Colan?) e rielaborare digitalmente le immagini, perché la loro testa si trasformi in quella di alieni. Stesso discorso per gli ambienti: foto di Hong Kong, Tokyo e altre città vengono arricchite di astronavi e robot dall'aspetto retrò (alcuni sembrano elettrodomestici degli anni Cinquanta) e il gioco è fatto. Sono nati Benson e Leo, due messaggeri spaziali di pace e amore che sono riusciti a coronare il sogno che cullavano fin da bambini, arrivando a possedere una propria navicella spaziale: l’Amazing Ball, una sfera che permette di viaggiare nello spazio e nel tempo, dotata di tutti i comfort a partire dallo stereo, la TV e il frigorifero. L'Amazing Ball è ovviamente velocissima, e non potrebbe essere altrimenti dato che il loro pianeta natale dista ben 370 milioni di anni luce dalla Terra. Amazing Planet è un luogo del tutto particolare, dove non esistono discriminazioni (nonostante siano numerosi gli immigrati, soprattutto per motivi di studio), e le cui modernissime tecnologie sono sempre pensate in relazione al loro impatto ambientale. La capitale è ovviamente Amazing City, situata in prossimità dell’estuario del fiume River Joanna. Amazing City è suddivisa in varie zone dalle differenti peculiarità: la zona 818 è per esempio caratterizzata dalla presenza di un grande parco, mentre intorno alla zona 1838 ruotano diverse attività culturali grazie alla presenza di numerosi musei, tra cui il celebre Musèe Amazing, costruzione che risale al 17° secolo dovuta al grandissimo artista che fu Amado Da Amazing (1620-1720), che si ispirò tra l’altro a un grande architetto italiano, il Bernini. Non manca ovviamente la zona commerciale, dove è possibile trovare i prodotti più strani provenienti da ogni luogo della galassia.
Sul loro pianeta Benson e Leo vivono in modo agiato, grazie all’esistenza di numerosi robot che si fanno carico delle più diverse necessità quotidiane: Oketo si occupa della cucina, RS1104 (Robot Servant 1104) è una vera e propria domestica meccanica, Pilo è un macchinario destinato a risolvere dubbi e apprensioni (ma non sempre le sue risposte sono esaustive), Rada è invece un sofisticatissimo strumento musicale in grado di leggere il cuore altrui e fargli ascoltare la sinfonia più adatta al suo stato d’animo.


CITAZIONISMO & PUBBLICITÀ
In Amazing Twins gli autori creano insomma un intero mondo, non senza un evidente citazionismo. Molte delle opere presenti nel Musèe Amazing sono rielaborazioni di dipinti di grandi artisti del passato come Picasso, mentre la scultura del discobolo è arricchita da orecchie a punta e antenna. Inoltre, nelle poche illustrazioni e tavole a fumetti tradizionali (ovvero disegnate e prive di foto e interventi di montaggio) si arriva a citare persino il francese Tin Tin e il bellissimo razzo spaziale di Tin Tin sulla Luna.
Questo straodinario collage di idee, tecniche e immagini, che spazia dal fumetto, all’illustrazione, alla fotografia, alla computer graphic piace al pubblioco nipponico, così Benson e Leo sono immortalati su portachiavi e T-shirts, divengono statuine e portacellulari, ma soprattutto assumono il fruttuoso (economicamnete) compito di estimonial per la Hitachi, che li utilizza per promozionare computer e altri parecchi elettronici.


SCOMPARSO E RITROVATO
Dopo la scoperta giapponese, l’intrepido Castellazzi non riesce a sapere più nulla degli Amazing Twins e di Colan Ho, fino a quando, nel 2008, vi inciampa nuovamente durante una visita a una mostra sul fumetto cinese esposta in quel di Londra. È lì che si imbatte nel volume The Rocket Club, stampato in lingua inglese dalla Esperanto Design Workshop di Hong Kong. Questa volta il magico Colan Ho lavora in solitario, scrivendosi anche i testi, ma l’essenza della sua opera non cambia, proseguendo sui binari della contaminazione, della suggestiva fusione di disegno e fotografia, matita e computer, realtà e fantasia. Ho si immagina un fantasioso Rocket Club fondato nel 1884 da venticinque scienziati desiderosi di inviare razzi nello spazio. Per dare credibilità al tutto usa il solito sistema: prende foto di barbuti signori ottocenteschi e le assembla con razzi creati al computer, in scorci cittadini con case in mattoni piazza straordinari automi, e via dicendo. Come nel caso di Amazing Twins, non si tratta di un fumetto, ma di una particolare narrazione per immagini che mescola un po’ tutto, dalle tradizionali tavole alle foto ritoccate, dai testi dal sapore documentaristico a straordinarie invenzioni visive, dai dipinti classici alla tecnologia retrò. Il risultato finale è una gioia per gli occhi e una lettura divertente.


STATUE MISTERIOSE
Colan Ho scompare di nuovo, ma il folle e fanciullesco Castellazi vi cozza di nuovo contro e di nuovo casualmente a primavera 2011. Mentre naviga su internet, infatti, si imbatte in immagini di alcune statue che sembrano uscite dalla mente geniale di Ho. Sono della United Planet, piccola azienda creativa honkonghese formata dal duo Colan Ho e Mak Siu Fung (trovate il loro sito all’indirizzo united-planet.net). Vere e proprie sculture, persino a dimensione reale, di personaggi che sembrano prendere vita per uscire dalle pagine di carta. Un sogno che diventa materico, insomma, si concretizza in tre dimensioni seppur nella sua staticità.
Per ora è tutto, nell’attesa che, un giorno o l’altro, in un qualche angolo del globo, il Castellazzi trovi una nuova gemma del misterioso Colan Ho, un esploratore del mondo dell’immagine più difficile da scovare del famoso David Livingston.

15 GIUGNO

"All'inizio di giugno del 1947 una piccola comitiva di turisti rimase prigioniera del labirinto di Cefalù, allora di recente scoperta, nell'isola di Creta. Il gruppo era penetrato nel dedalo di grotte e gallerie sotto la direzione di una guida fornita da un'agenzia turistica con l'intenzione di esplorare la cosiddetta 'città fra le rocce', la cui scoperta al principio dell'anno precedente era stata il coronamento della lunga carriera archeologica di sir Juan Axelos. (…) Il Times colse l'occasione per porre una volta di più l'accento sulla brillante scoperta da parte di Axelos di un labirinto la cui esistenza era stata ritenuta per così lungo tempo soltanto un mito. Le parole 'labirinto' e 'minotauro' apparvero sul Daily Mirror nel cruciverba del 15 del mese."
da "Il labirinto oscuro" di Lawrence Durrell, del 1947