venerdì 27 febbraio 2015

LE DONNE DI MATSUMOTO


Il mangaka Leiji Matsumoto è conosciuto in Occidente per i suoi personaggi maschili, Harlock su tutti, ma in realtà è con quelli femminili che ha dato il meglio di sé. A esclusione di Harlock e pochi altri, infatti, gli uomini disegnati da Matsumoto sono spesso bassi e ridicoli, fin brutti. Barilotti occhialuti, esseri tarchiati e poco accattivanti. Le sue donne, al contrario, sono slanciate e bellissime, sensuali e dalla movenze aggraziate. Ma non fatevi ingannare, non sono oggetti sessuali, sono il "sesso debole", dato che si battono con una determinazione, una forza e un'intelligenza invidiabili. Persino le  "cattive" Mazoniane di Harlock vantano tali caratteristiche, figuriamoci le figure positive. Molte di loro sono state raccolte nel bel volume "Illusion of Beauty", che oltre a una miriade di illustrazioni raccoglie alcuni manga brevi, tra cui un episodio della serie Sexaroid. Se apprezzate Matsumoto, non potete farvelo sfuggire. In Italia può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.






YOSHIYUKI TAKANI


Yoshiyuki Takani è un artista giapponese distintosi soprattutto in un ambito particolare. Dal dopoguerra a oggi, il Giappone si è imposto come uno dei principali produttori di model kit, scatole di montaggio di mezzi (specialmente militari) reali o inventati. I box in cartone contenenti tali modelli sono illustrati con spettacolari immagini che rivelano l’aspetto del modello una volta montato e dipinto, e che invogliano il potenziale cliente all’acquisto. È fiorita quindi una scuola di illustratori specializzati in tali immagini, talvolta attivi anche nel mondo dei manga e degli anime.
Yoshiyuki Takani è uno di loro. Nato nel 1935, dalla fine degli anni Sessanta ha dipinto centinaia di tank, aereoplani, navi da guerra. Le sue immagini hanno circolato in tutto il mondo, poiché stampate su scatole di montaggio prodotte dalle più prestigiose aziende del settore: Tamiya, Nichimo, ecc. Dal taglio estremamente realistico, come consuetudine di questo genere di produzioni, le illustrazioni di Takani non solo vantano una grande cura per i mezzi (soggetti principali), ma mostrano attenzione per gli sfondi e i personaggi che stazionano sulle macchine o intorno a esse, fornendo una suggestiva visione d’insieme. Takani vanta anche molte collaborazioni al di fuori del mondo del modellismo, con immagini per videogame (Metal Gear 2: Solid Snake) e anime (per poster. illustration book, kit di montaggio, ecc.), tra i quali anche i robotici Votoms e Gundam, ai quali ha applicato la sua certosina precisione nella realizzazione di immaginari mezzi meccanici, anche se immaginari. 
Recentemente, In contemporanea con una mostra dedicatagli a Tokyo, è stato edito un illustration book di medie dimensioni con una moltitudini di suoi immagini.
In Italia è acquistabile richiedendolo a fioridiciliegioadriana@gmail.com.







giovedì 27 novembre 2014

IN LIBRERIA!


Da oggi in tutte le librerie. Diffondete (se volete), comprate (per sfamare i miei felini), leggete (per diletto), regalate (per diletto altrui). Miaoooo!!!

martedì 25 novembre 2014

CASPISTERINA, CHE PROFESSORE!


All’interno della fantascienza spiccano alcune figure di personaggi icona che quasi si meriterebbero, per numero e importanza, di fare parte di un sottogenere. Tra questi vi è la curiosa categoria dello scienziato pazzo, o mad doctor secondo la definizione anglofona. Tale individuo dall’intelligenza estremamente sviluppata si presenta con grande frequenza nei vari media, dal libro al cinema passando per la televisione e i fumetti. Dotato di un ego smisurato, incapace di discernere tra bene e male oppure indifferente alla scelta, fortemente motivato, bramoso di potere, ideatore di invenzioni incredibili, ossessionato dai propri obiettivi, lo scienziato pazzo domina il palcoscenico con la sua gestualità esasperata, le sue teorie incomprensibili, la sua pelata luccicante o i suoi capelli bianchi e ribelli. Difficile individuarne il prototipo, ma forse il primo scienziato pazzo della fantascienza moderna potrebbe essere Rotwang, di Metropolis. La sua storia nasce nel 1912, grazie al romanzo di Thea Von Harbou, ma prende definitivamente forma nel 1926, quando il regista Fritz Lang basandosi sul libro della moglie (che per l'occasione scrive la sceneggiatura del film) firma l’omonima pellicola in bianco e nero. 
Ma non sempre lo scienziato è pazzo, talvolta solo “pazzerello”, stravagante. In tal caso non è malvagio, ma solamente un eccentrico, troppo preso dai propri esperimenti per rendersi conto di ciò che accade intorno a lui, e troppo intelligente per essere compreso dai comuni mortali. Esemplare, in questo senso, la figura di Doc Emmett Brown della trilogia cinematografica Ritorno al futuro. Anche il fumetto è ricco di tale tipo di scienziati, giusto per citarne due ricordiamo il pasticcione Sappo, “figlio” di Elzie Crisler Segar, più noto al grande pubblico per il mangiaspinaci Braccio di Ferro. Ma anche il divertente Professor Phumble, smemorato inventore frutto della fantasia di Bill Yates (ottimo autore, purtroppo quasi dimenticato). 
Poteva il fumetto italiano evitare di confrontarsi su tale terreno? Ovviamente no. A raccogliere il guanto della sfida è stato Lorenzo De Felici, colorista, disegnatore e autore completo che da qualche tempo si cimenta anche nella realizzazione della striscia (in realtà un’unica vignetta orizzontale) Le geniali invenzioni del professor Caspita!. De Felici compie un’operazione azzardata: “elimina” lo scienziato (o professore che dir si voglia), che non appare mai, puntando tutto sulle sue invenzioni. Non solo, si basa su un umorismo infarcito di senso dell’assurdo, che privilegia i giochi di parole, che ama spiazzare, stravolgere l’ovvio o al contrario potenziarlo a tal punto da trasformarlo in stravagante illogicità. Gag istantanee, fulminanti, che talvolta sfiorano la sciocchezza, ma che strappano sempre un sorriso, talvolta anche una risata. Le invenzioni del Professor Caspita sono più concettuali che pratiche, la loro utilità del tutto discutibile, lo scopo finale incomprensibile, ma è proprio questa la loro forza, la loro originalità, si spingono dove nessun essere umano (professori e scienziati inclusi) è mai giunto prima. Già questo, di per sé, e un entusiasmante traguardo. 
In appendice al volume, una breve galleria di strisce dedicata ai collaboratori di Caspita (ma del Professore ancora non vi è traccia), dalle quali si comprende come mai le invenzioni siano tanto stravaganti. Ma le pagine più divertenti sono probabilmente quelle dedicate al test finale, il cui scopo è stabilire se si è idonei a entrare a far parte dello staff. Se lo passate, cominciate a preoccuparvi… 
Sul fronte grafico, De Felici punta su un tratto essenziale, morbido e pulitissimo, arricchito solo da un colore piatto (differente di gag in gag), con cui potenziare dettagli o creare semplici ma efficacissimi sfondi. Dopotutto, l’attenzione deve concentrarsi sulle invenzioni, non certo su virtuosismi grafici che pure sarebbero nelle corde dell’autore. Se amate la scienza Le geniali invenzioni del Professor Caspita! vi piacerà, se non capite nulla di scienza vi piacerà ancora di più. 







LA SCHEDA
Lorenzo De Felici 
Le geniali invenzioni del professor Caspita! 
Lit Edizioni 
pp. 96 
euro 12,90

martedì 21 ottobre 2014

L'AFRICA DI HERMANN


Anche il belga Hermann (nome completo Hermann Huppen), nel corso della sua lunga e prolifica carriera di fumettista, si è cimentato con il continente africano. Come è consuetudine nelle sue storie, il volume unico Afrika mescola elementi tipici del fumetto avventuroso con tematiche sociali e personaggi sfaccettati. La visita di una giornalista a un’importante riserva naturale conduce all’incontro col burbero Dario Ferrer, impegnato nel difendere la fauna dai cacciatori di frodo, ma porta alla luce anche intrighi politici e massacri di popolazioni innocenti. Dietro l’Africa affascinante e incontaminata, se ne cela una molto meno romantica, nella quale residui di colonialismo lasciano il passo a nuove dittature e sfruttamenti. L’Africa sembra non riuscire a debellare la violenza e gli spargimenti di sangue che la flagellano da secoli, trasformandola spesso da potenziale paradiso terrestre in inferno sulla Terra. Gli splendidi disegni di Hermann danno il meglio nella rappresentazione di flora e fauna. Gli incantevoli ritratti di animali, pur non celando il lato selvaggio (e quindi violento), meravigliano e ipnotizzano il lettore, affascinandolo quanto e più di un documentario di National Geographic. Nella mani di questo veterano delle nuvolette, il fumetto è veramente narrativa per immagini, in grado di comunicare anche senza parole, semplicemente con la forza del disegno. 


LA SCHEDA
Titolo: Afrika
Autore: Herman
Editore: Planeta Deagostini
Numero pagine: 54
Anno: 2011

mercoledì 24 settembre 2014

AVVENTURE AFRICANE


Come spesso accade con i libri per ragazzi, anche Yakouba può tranquillamente essere apprezzato da un pubblico adulto per la bellezza della storia, l’originalità delle illustrazioni, la cura della cartotecnica. La vicenda è molto semplice, in Africa il giovane Yakouba deve affrontare il rito di iniziazione per diventare un guerriero: uccidere un leone. L’impresa si dimostrerà più ardua del previsto, ma non a causa della combattività dell’animale, bensì per l’esatto contrario. L’animale è infatti già ferito e dargli il colpo di grazia sarebbe fin troppo facile. L’aspirante guerriero si trova quindi di fronte a un dilemma morale: uccidere l’animale e conquistarsi un onore che non merita, oppure lasciarlo vivere e tornare al villaggio portando sulle spalle l’onta del fallimento. La scelta condizionerà per sempre la vita di Yakouba… Poche parole, asciutte e studiate, per narrare e grandi immagini (a tutta pagina o doppia pagina) per accompagnarle. Illustrazioni in un bianco e nero sporco e suggestivo, che ricorda la polvere della savana, il calore del sole accecante, il luccicare della pelle color ebano. Pennellate spesse e decise, neri che sfumano in grigi, forme grandi e prive di spigoli, smussate forse dal calore, dal sole e dal vento, da quel mondo che devono rappresentare e che è molto familiare a Yakouba. Una storia che scorre veloce ma che trasmette molte emozioni e che l’autore, il francese Thierry Dedieu, riprenderà dando vita a un secondo volume. 


LA SCHEDA
Titolo: Yakouba
Autore: Thierry Dedieu
Editore: L’Ippocampo
Numero pagine: 36
Prezzo: 9,90 euro

domenica 14 settembre 2014

BLUEBERRY


È in edicola già da qualche settimana una collezione (in allegato a Gazzetta dello Sport) dedicata a Blueberry. Oltre a consigliarla caldamente, visto l'ottimo rapporto qualità prezzo, ecco una scheda del personaggio.

BLUEBERRY 
Blueberry, 1963, Francia, Western 
Jean-Michel Charlier (s) e Jean Giraud (d) 

Indisciplinato, attaccabrighe, bevitore, giocatore d’azzardo, il tenente Blueberry non è ben visto dai propri superiori, che gli concedono solamente di scegliere tra la corte marziale e l'assegnazione presso uno sperduto avamposto di frontiera: Fort Navajo. Scelto quello che solo apparentemente è il male minore, Blueberry si ritrova nel classico forte di legno della frontiera americana, immediatamente coinvolto in una guerra indiana. Così come nel passato è stato scacciato dalla propria facoltosa famiglia georgiana a causa delle sue idee antischiaviste, ora si procura nuovi guai mostrando simpatie per gli indiani, che considera oggetto di torti da parte dei bianchi. Tutta la lunga saga di Blueberry, pur nel solco della classica avventura western, è infatti ricca di tensioni sociali, elementi storici, personaggi sfaccettati. Il disegno cresce velocemente, diventando ricco e suggestivo, fornendo tramite paesaggi assolati e sterminate praterie, una rappresentazione selvaggia e affascinante della frontiera americana, fatta di polvere, violenza e sudore, ma anche determinazione, speranza e avventura. Comprimari ricorrenti sono Jimmy McClure, stereotipo del vecchietto del West, e Red Neck, guida dell’esercito. Inizialmente il volto di Blueberry si rifà a quello dell’attore Jean-Paul Belmondo, ma con l'aumentare dei volumi tale somiglianza si attenua fortemente, fino a sparire quasi del tutto. Alla morte dello sceneggiatore Jean-Michel Charlier è il disegnatore Jean Giraud a prendere le redini della serie, puntando sempre più sul lato intimista della serie. La prima storia di Blueberry, dal titolo “Fort Navajo” è apparsa in Francia sul mensile Pilot. In Italia la serie è stata pubblicata per la prima volta a metà anni sessanta sui Classici Audacia della Mondadori, per poi passare per le mani di diversi editori che hanno optato per svariati formati, anche se il più diffuso resta il cartonato alla francese. 

In Francia la popolarità di Blueberry è tale che la casa editrice Dargaud ha dato il via a due serie parallele. Partita nel 1975, La giovinezza di Blueberry ospita storie dedicate al passato del personaggio e affidate ai seguenti team creativi: Charlier e Giraud, Charlier e Colin Wilson, Francois Corteggiani e Colin Wilson, Francois Corteggiani e Michel Blanc-Dumont. Tra le varie missioni che il giovane protagonista deve affrontare vi è anche quella di sventare un complotto ai danni del presidente Lincoln. 
Nel 1991 tocca a un'altra serie retrospettiva, Marshall Blueberry, ambientata nel periodo in cui Blueberry, lasciato l'esercito, svolge la professione di Marshal. Questa volta gli autori sono Giraud e William Vance, ma anche Giraud e Michel Rouge. In questa sequenza di storie compare ancora l'amico di Blueberry Red Neck e fa il suo ingresso la bella Tess Bonaventura. La maggior parte di questi volumi è edita in Italia da Alessandro Editore. 

Per le immagini ©Dargaud












mercoledì 30 luglio 2014

IL CIMITERO DEGLI ELEFANTI


Questo vecchio albo contiene due avventure di Freddy Lombard, personaggio creato dal compianto (e purtroppo poco noto in Italia) Yves Chaland. Seguace e innovatore della ligne claire franco-belga, Chaland realizza delle tavole dall'ottimo impatto visivo, pulitissime, ben impostate, con vignette ricche di particolari e ben colorate. Dai colori non fini a se stessi ma al servizio delle atmosfere che devono dipingere. In una tavola con una splendida sequenza muta rappresentante un tentativo di omicidio, sfociato in un incendio devastatore, dominano il nero ed il rosso; le vignette ambientate nella giungla africana sono zeppe sì di colori, ma sempre legati alle tonalità di verde e marrone. Indimenticabili, anche gli edifici parigini che Chaland dissemina nelle tavole di ambientazione cittadina. “La lastra contesa” e “Il cimitero degli elefanti”, le due storie contenute nell’albo, sono avventure con sfumature gialle a cui l'autore riesce ad imprimere un ritmo movimentato sin dalle prime vignette. Poco importa se l'obiettivo del frenetico Freddy Lombard e dei suoi amici Dina e Sweep consiste nel ritrovare una lastra fotografica in Africa o nello scoprire il colpevole di un omicidio, a farla da padroni sono sempre la narrazione scorrevole e le disavventure dei tre simpatici amici che, nonostante la felice conclusione dei casi, rimangono sempre senza un franco e con il problema del pranzo. In entrambe fa capolino il continente africano e nella seconda gli elefanti rivestono un ruolo importante, legato a un segreto che verrà svelato solo nel colpo di scena finale. Godibili ed esotiche.

LA SCHEDA
Titolo: Il cimitero degli elefanti
Autori: Yves Chaland
Editore: Telemaco
Numero pagine: 48
Prezzo: 18.000 lire

domenica 6 luglio 2014

TORNA IL BATMAN DI KUWATA



La popolarità di Batman esplode in Giappone nella seconda metà degli anni Sessanta, in occasione della messa in onda del telefilm con Adam West (nei panni del protagonista) e di Burt Ward (il fedele Robin). Datato 1966, questo live action ipercinetico e vivacemente pop arriva in Giappone nello stesso anno ed è immediatamente un successo. La casa editrice Shonen Gaosha chiede quindi al celebre Jiro Kuwata di creare episodi inediti dell’uomo pipistrello. Classe 1934, Kuwata all’epoca ha già qualche esperienza con personaggi dalle doti eccezionali. È infatti il creatore grafico di Eightman (1964), manga che ha quale protagonista Hachiro Azuma, un detective assassinato la cui memoria viene trasferita all’interno di un androide: con questo nuovo corpo il personaggio continua a combattere il crimine. Anche se oggi le tavole di Eightman possono apparire infantili, per il tempo risultano più realistiche di quelli dei colleghi, una scelta che Kuwata porta avanti col “suo” Batman, considerando le poche storie di Bob Kane passategli dalla casa editrice un po’ troppo fantasiose. Il mangaka opta per delle storie abbastanza lineari, ove Batman e Robin affrontano, e regolarmente sconfiggono, il cattivo di turno (Joker, Clayface, Professor Gorilla, Lord Death Man, ecc.). I buoni sono buoni, i cattivi sono cattivissimi, un’impostazione manicheistica tipica delle avventure del Batman del tempo. Sul fronte grafico, il disegno è semplice e pulito, fin troppo nel delineare sfondi al limite dell’essenziale, efficacissimo però nelle scene d’azione, con continui cambi d’inquadratura e caratteristico uso delle linee cinetiche. I due protagonisti vantano un fisico longilineo, anche se nei primi episodi quando Bruce Wayne diviene Batman i suoi muscoli paiono quasi “gonfiarsi”, conferendogli un aspetto maggiormente corpulento, possente, eroico. Probabilmente, nel rappresentare il personaggio in costume Kuwata dipende ancora dal modello di Bob Kane e dalle sue forme tondeggianti, da cui ben presto si distacca. La tavola è ricca di vignette, dalla forma regolare e spesso impostate su quattro strisce, cosa che può sembrare strana ai giorni nostri, quando i manga per ragazzi prediligono poche vignette irregolari, ma affatto inusuale negli anni Sessanta. Il risultato complessivo è un prodotto per ragazzi scorrevole e godibile, tutto centrato sull’avventura e sull’azione. La serie viene serializzata per un paio di anni, ma mai raccolta in volumi. Ora la DC Comics ne ha annunciata un'edizione in inglese (la prima), che verrà diffusa prima in forma digitale poi in tre volumi che raccoglieranno complessivamente oltre 1.000 tavole.




martedì 10 giugno 2014

RITORNA RIC ROLAND!


Riceviamo e (molto volentieri) pubblichiamo.

Dopo il grande successo di Michel Vaillant e Lucky Luke, Gazzetta presenta (dall'11 giugno) le storie di Ric Roland, un avvincente fumetto francese poliziesco in un’edizione esclusiva. 
Ric Roland (nella versione originale francese Ric Hochet), un giornalista alle prese con avvincenti indagini poliziesche in aiuto all’amico commissario Boudon e a sua nipote Nadine. 
Il fumetto, creato in Francia nel ’55, è stato pubblicato in Italia negli anni 60 all’interno dei Classici Audacia e degli Albi Ardimento ma oggi grazie a Gazzetta ritorna in edicola a distanza di 30 anni. Ric Roland è uno degli albi gialli più solidi, appassionanti e meglio narrati della storia del fumetto. Ogni albo conterrà una storia e alcune pagine di approfondimento inedite in italia. 
La prima uscita, in edicola l’11 Giugno al costo di 1€ + il prezzo del quotidiano, è “Requiem per una star” in una versione esclusiva comprendente 44 tavole pubblicate per la prima volta nell’edizione belga del settimanale Tintin dal n° 16 (18 aprile 1972) al n° 34 (22 agosto 1972). 
Nella collana sono inclusi inoltre tre grandi sceneggiature di André-Paul Duchateau: “Gli spettri della notte” (n.12 originale, 1971) in cui l’atmosfera fantastico-horror ne pervade le pagine; “Requiem per un idolo” (n.16, 1973) è una storia ricca di colpi di scena. “L’uomo senza passato” (n.17, 1973) coinvolgente nel suo drammatico incipit e per lo svolgimento davvero inusuale, con il protagonista che si ritrova sperduto in un contesto particolare dalle mille emozioni.