mercoledì 15 maggio 2013

KOGARATSU SU LANCIOSTORY


La narrativa giapponese, disegnata e non, è ricca di samurai. Cosa affatto strana visto il passato storico dell'arcipelago. La figura di guerriero armato di katana appare invece meno frequentemente nell'immaginario occidentale, anche se in alcuni casi ha saputo attirare prepotentemente l'attenzione del pubblico . Tra le opere meglio riuscite dei questo filone si inserisce a pieno titolo la serie francese (di Bosse e Michets) "Kogaratsu", incentrata sul samurai dal medesimo nome. Una serie nella quale sia scrittore sia disegnatore mostrano di avere assorbito appieno, e sapientemente rielaborato sotto forma di racconti e immagini, le atmosfere del Giappone antico, il codice dei samurai, la complessa mitologia e la vita quotidiana di un mondo ormai scompraso. E se disegno e colori incantano l'occhio, la mente è totalmente rapita dal codice d'onore dei samurai, dalle metafore dei vecchi saggi, dai misteri della natura. Una serie in cui la BD sposa felicemente i miti del Sol Levante, giungendo a un risultato finale che, ne siamo sicuri, piacerebbe molto anche al pubblico nipponico.

mercoledì 17 aprile 2013

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Messaggio per i frequentatori: Davide Castellazzi è anche su facebook, andate a trovarlo e chiedetegli l'amicizia, altrimenti si sente solo. E visto che siamo in tema facebook, consiglio anche la pagina di Jappamondo.

mercoledì 10 aprile 2013

NEVE


Il racconto Neve porta la firma di un autore occidentale, francese per l’esattezza, così come le illustrazioni che corredano le parole, ma è evidente che gli autori nel realizzare l’opera hanno attinto a un immaginario asiatico. Il protagonista Yuko Akita è un poeta di haiku, brevi componimenti poetici in tre versi, ed è incantato, quasi ossessionato dalla neve, tanto da voler dedicare tutta la prorpia arte a quell’unico soggetto, scrivendo esclusivamente poesie incentrate sul candido elemento. Un personaggio monolitico, quindi, vincolato a un mondo anacronistico che accetta di abbandonare solo per breve tempo, per raggiungere un maestro, cieco, che gli faccia comprendere i colori, unico elemento che sembra mancare nei suoi haiku, troppo bianchi, troppo simili alla neve. Scopre inoltre che il sensei ha perduto da tempo la moglie, un’equilibrista che, caduta dal proprio filo, giace ora congelata tra i ghiacci divenendo una sorta di involontario trade d’union tra i due. Tutto il racconto si basa quindi su elementi fortemente favolistici, che riescono in qualche modo a fare propri spezzoni della cultura e della mistica asiatica, ma che in fondo non portano in scena altro che l’ennesima quest, un tema universale che, proprio per questo motivo, appare tanto grande quanto vuoto, nel suo essere totalmente al di fuori di una realtà assai meno poetica e abitata da uomini necessariamente più pragmatici. Il medesimo discorso vale per le illustrazioni, che si rifanno alle stampe ukiyo-e, nelle fisionomie e nei volti allungati dei personaggi, e agli acquerelli cinesi nella stesura dei colori e nel minimalismo, ma che sono evidentemente frutto di un gusto occidentale per quadricromia e composizione. E nelle quali avrei gradito una maggiore presenza della neve, dopotutto elemento portante della storia. Il libro resta comunque di gradevole lettura, sorta di favola contemporanea tra neve e ghiaccio. 



LA SCHEDA
Titolo: Neve
Autori: Maxence Fermine e Georges Lemoine
Editore: Bompiani
Numero pagine: 144
Anno: 2008
Prezzo: 12,00 euro

sabato 6 aprile 2013

DISEGNARE IN STILE MANGA?


Vedo rimbalzare sulla rete domande di aspiranti autori di fumetti che disegnano in stile manga e vorrebbero sapere a chi rivolgersi per proporre le loro opere. Mi capita, anche, di incontrare giovani artisti pieni di belle speranze che hanno appreso i rudimenti del fumetto leggendo titoli giapponesi. Per tutti, alcuni dei quali anche bravi, il problema più difficile sembra quello di trovare un interlocutore editoriale. 
Poiché della materia credo intendermene un po’, dato che ho curato (almeno all’inizio) il popolare corso per disegnare manga edito dalla DeAgostini e ho inventato e diretto la sfortunata rivista Mangaka (che ospitava solo manga di autori occidentali), provo a dire la mia, raccontando anche qualche dietro le quinte. 

Quando DeA mi chiese di curare il famoso corso, la prima cosa che dissi fu “OK, noi gli insegnamo a disegnare in stile manga, ma poi che fanno? In Italia non esiste alcun editore intenzionato a pubblicare tale tipo di fumetti realizzati da artisti locali. Produciamo, insomma, dei disoccupati di talento.” La risposta fu semplice: “Noi gli vendiamo un sogno, non un lavoro.” Può sembrare cinica, come risposta intendo, ma è sensata. Qualsiasi corso – da scrittore, regista, illustratore, attore, ecc. – vende ai suoi acquirenti più sogni che realtà. Pochissimi di coloro che lo comprano diventeranno scrittori, registi, attori, ecc. Gli vengono forniti, insomma, informazioni e strumenti, ma la cosa il più delle volte resterà solo un passatempo. Per certe professioni lo studio non basta, serve anche il talento e, soprattutto, serve un mercato che accolga i nuovi arrivati. Per il fumetto tale mercato è risicatissimo, per i fumetti italiani in stile manga praticamente inesistente (con qualche piccola eccezione). 

Il corso spopola, viene ristampato e venduto anche in versione digitale. Il sottoscritto allora pensa: “se questa ondata di emergenti non ha un mercato, cerchiamo di crearglielo.” Mi invento quindi un magazine che pubblichi solo manga realizzati da artisti occidentali (europei e americani). Ne scovo alcuni già bravini, professionisti e semiprofessionisti, e invito gli aspiranti italiani a partecipare. Ma le cose non vanno come sperato. Innanzitutto molti non capiscono il progetto, alcuni furbetti arrivano anche a ipotizzare che io scelga autori italiani perché costano meno (idiozia, costano meno quelli giapponesi). Tutta la rivista, redazionali inclusi, è incentrata su artisti occidentali perché questa è la sua filosofia, quella di una finestra aperta su un nuovo mondo di contaminazioni. Il magazine non incontra il successo sperato e chiude dopo soli due numeri. Poco male, non sempre ci si azzecca. Ma i suoi critici più feroci sono proprio i giovani lettori, che vogliono “veri” (in che senso, poi?) manga e non quelli made in Italy. Si crea, insomma, quella che io definisco “sindrome del poeta”. Mi spiego. Chiedete un po’ in giro e scoprirete che circa una persona su quattro scrive poesie, o le ha scritte in gioventù, o ha un libercolo già pronto nel cassetto, o vorrebbe scriverle in futuro. Poi andate a vedere le classifiche di vendita dei libri, o chiedete a qualche editore: i libri di poesia non vendono una cippa lippa. Come è possibile? Se praticamente tutti gli italiani sono poeti come mai i libri di poesia non vendono? Semplice, agli aspiranti poeti della poesia non importa nulla, o meglio gli importa solo della loro e di avere la possibilità di vedere il proprio nome stampato sulla cover di un libro (sai che soddisfazione…). Lo stesso processo funziona con gli italian manga. La maggior parte della moltitudine di acquirenti di Disegnare Manga non ha mai pensato di acquistare Mangaka perché non gliene è mai fregato nulla dei manga made in Italy, delle contaminazioni culturali, delle nuove tendenze grafiche e narrative. Gli importava solo di vedere il proprio nome su un fumetto, ops, un manga. 

Ritorniamo quindi al quesito di apertura: disegnare in stile manga si o no? Mi spiace, non ho una risposta. Posso solo darvi un monito e un consiglio. Monito: con quello stile sarà difficilissimo trovare spazio in Italia. Consiglio: andate dove vi porta il cuore o, più prosaicamente, disegnate quello che vi sentite e che vi viene meglio, poi, quando sarà il momento di diventare professionisti (se mai arriverete a quel punto), dovrete imparare a mediare tra ciò che vi piace e ciò che il mercato richiede. Impresa ardua, ma questa è stampa, baby. Anzi, è la vita.


RICORDATEVI TWITTER!

Ehi, mi sto ammazzando di fatica per inserire news su twitter. Vi prego quindi di farci un salto. Cercate davidcastel e magari troverete anche qualche info che vi interessa.

martedì 2 aprile 2013

GAUCHOS!


Se in tempi andati erano illustratori e pittori a immortalare sulla carta i volti e le gesta dei gauchos, oggi è la macchina fotografica a bloccarne il fascino per poi trasmetterlo a chi non ha mai avuto occasione di cavalcare al loro fianco. Grazie a centinai di scatti, il fotografo argentino Aldo Sessa consegna alla storia non solo i volti, segnati dal sole e dal vento, dei più grandi cavallerizzi del Sud America, ma anche i dettagli della loro vita quotidiana e gli sterminati spazi in cui si muovono. Ritratti in posa o colti al lavoro, i gauchos di Sessa sembrano creature fuori dal tempo, provenienti da un passato di cui custodiscono con cura e un pizzico di gelosia oggetti e gesti, rituali e significati. Sui loro visi fieri è possibile scorgere i tratti somatici degli antenati spagnoli ma anche le contaminazioni indio, mentre gli utensili del quotidiano, gli strumenti di lavoro o piccolo piacere, assurgono quasi a oggetti d’arte, svelando l’orgoglio di un mondo duro e povero che ha saputo crescere e divenire tradizione. Risulta difficile credere che in questi tempi moderni, fatti di tecnologia e velocissimi mezzi di trasporto, da qualche parte del mondo esistano ancora uomini che si muovono a cavallo portando al fianco coltelli dall’impugnatura cesellata. Eppure, le immagini di Sessa testimoniano questa anomalia temporale, l’esistenza di un luogo ove la terra confina ancora col cielo e ove cavalcare è la cosa più normale che si possa immaginare. E se c’è un cavallo, non può mancare un gaucho. 


LA SCHEDA
Titolo: Gauchos
Autore: Aldo Sessa (foto) e Juan José Güiraldes (testi)
Editore: Könemann
Numero pagine: 492
Anno: 2001
Prezzo: 9,99 sterline

venerdì 29 marzo 2013

LA MONTAGNA CHE CAMMINA


Tra i pugili del ventesimo secolo che hanno maggiormente incantato le masse va sicuramente annoverato l’italiano Primo Carnera, che cominciò a combattere per “motivi alimentari” ma ben presto si dimostrò determinato a raggiungere il traguardo del titolo mondiale, punto di svolta di una vita cominciata tra mille privazioni. Con un bel disegno, che media tra realismo e grottesco, ricordando a sprazzi la lezione del grande Will Eisner, Davide Toffolo costruisce tavole dal formato inusuale per un fumetto, spiccatamente verticali e con un limitato numero di vignette, ma dalla felice composizione e di grande freschezza grafica, attente soprattutto a far emergere il Carnera uomo prima del Carnera uomo pubblico. Il rischio di realizzare una noiosa opera didascalica, pericolo maggiore nelle biografie a fumetti, viene quindi superato tramite una narrazione fluida e romanzata, che per la maggior parte del tempo si mantiene su due piani temporali, il 1933 (anno in cui Carnera si aggiudicò il titolo) e il periodo precedente, grazie a frequenti flashback. Toffolo ha anche qualche guizzo geniale, per esempio suggerendo che proprio Carnera potrebbe essere stato uno degli spunti dietro la creazione del personaggio di Superman da parte dei fumettisti Jerome Siegel e Joe Shuster. Il volume si concentra sugli anni pugilistici di Carnera, tralasciando, per motivi di spazio, i successivi, quando dal 1946 si esibì come atleta di catch fino al ritiro nell’amata Italia.

LA SCHEDA
Titolo: Carnera la montagna che cammina
Autore: Davide Toffolo
Editore: Coconino Press
Numero pagine: 160
Anno: 2012 (ma la prima edizione è del 2001)
Prezzo: 16,00 euro

L'ARTISTA DI ROCCIA


Vero e proprio maestro dei war comics americani, Joe Kubert è nato il 18 settembre 1926 a Brooklyn (e purtroppo scomparso il 12 agosto 2012), un quartiere di New York, e ha cominciato a bazzicare il mondo dei fumetti da giovanissimo: a soli undici anni di età faceva già l'apprendista, mentre il suo primo lavoro è stato pubblicato quando aveva tredici anni. Da allora ha prodotto un numero sterminato di tavole, legate ai generi più disparati. Un dettagliato quadro della sua vita, soprattutto professionale, viene dipinto a parole in un recente volume statunitense di Bill Schelly. Partendo dagli antenati ucraini, fino ad arrivare ai figli (di cui due, Andy e Adam, sono a loro volta fumettisti), il volume si dipana cronologicamente lungo tutta l’esistenza di Kubert. Si scopre quindi che ha portato sulla carta le avventure e i drammi di svariati soldati delle due Guerre Mondiali in serie della DC Comics come Enemy Ace, Sgt. Rock, Il soldato Fantasma. Nel 1952, pioniere nel campo, si è dedicato alla realizzazione di fumetti in 3-D. Ha creato il personaggio di Tor, un cavernicolo che si muove in un mondo preistorico pieno di insidie e dalle sfumature fantastiche. Si è occupato anche di Tarzan e di Korak, serie affidategli negli anni Settanta dalla DC Comics, editore per cui ha disegnato anche molti supereroi, tra cui Hawkman, Superman, Batman. Su propri testi a fine anni Ottanta ha creato la serie Abraham Stone, mentre negli anni Novanta è la volta della graphic novel Fax from Sarajevo. Il volume si sofferma su tutto ciò, ma anche sui dietro le quinte e su alcuni dettagli della vita personale. Inoltre, non dimentica il ruolo di insegnante di Kubert, che nel 1976 ha fondato la prestigiosa Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art. Unica pecca imputabile al saggio è la scarsità di immagini, un patrimonio iconografico ricco come quello di Kubert avrebbe meritato di essere mostrato in modo più ampio e magari con qualche immagine a colori.

LA SCHEDA
Titolo: Man of Rock: a Biography of Joe Kubert
Autore: Bill Schelly
Editore: Fantagraphics Books
Numero pagine: 306
Anno: 2008
Prezzo: 19,99 dollari

venerdì 22 marzo 2013

LUCHA LIBRE!


Il libro è americano, come si intuisce dal titolo, ma si tratta di un’edizione bilingue (inglese e spagnolo) del messicano Espectacular de Lucha Libre. Basta sfogliare questo corposo volume, decisamente centrato sulle immagini più che sulle parole, per venire rapiti e incantati da un mondo sconosciuto e pittoresco fatto di lottatori mascherati e di eroi popolari, di sale gremite di spettatori e di esibizioni muscolari, di costumi sgargianti e povera gente. Un repertorio di immagini in bianco e nero e a colori che fa immediatamente comprendere come il fascino della Lucha Libre non si limiti al ring, ma raggiunga le strade e la vita quotidiana. Sorprende vedere i bambini giocare per strada indossando le maschere dei propri eroi, scoprire che il più grande fan di tale sport è stata dona Virginia Aguilera, vecchietta che a oltre novant’anni non si perdeva un incontro di lotta ed era pronta ad affrontare, armata di ombrello, i luchadores cattivi. La presenza femminile è forte anche sul ring, grazie a numerosissime lottatrici, famose quanto i colleghi maschi. E chi pensa che la Lucha Libre sia uno sport violento e volgare non si perda le foto e le parole di atleti come El Belo Greco e Sergio El Hermoso, dai modi eleganti e un po’ effemminati. L’intreccio tra Lucha e quotidiano si evidenzia invece nelle proteste per le elezioni truccate, guidate nel 1988 da alcuni luchadores, o nella figura di Fray Tormenta, un prete trasformatosi in lottatore per salvare un orfanotrofio. A volte la realtà è più fantastica della fantasia… 



LA SCHEDA
Titolo: Lucha Libre – Masked Superstas of Mexican Wrestling
Autori: Carlos Monsivais (testi) e Lourdes Grobet (foto)
Editore: D.A.P.
Numero pagine: 320
Anno: 2005

giovedì 21 marzo 2013

KUNG FU!


Anche se non raggiungono la popolarità degli anni Settanta, in tempi recenti kung fu e arti marziali in genere sono ritornati sulla cresta dell’onda. Merito, ancora una volta, del cinema. Film come Kill Bill, di Quentin Tarantino, hanno omaggiato le star del passato, mentre la diffusione dei DVD ha permesso il recupero di importanti pellicole, come le produzioni dell’hongkonghese Shaw Brothers. Anche i fumetti hanno quindi rispolverato le loro vecchie glorie, rivisitate in un’ottica moderna. Tra i volumi recenti vi è “Le figlie del drago”, incentrato su due character minori del Marvel Universe, Misty Knight e Colleen Wing, poste sotto la luce dei riflettori e supportate solo nel gran finale da un più famoso Iron Fist (tra l’altro anch’egli attualmente al centro di un rilancio negli Usa). Le due gestiscono la Nightwing Restorations, un’agenzia che si occupa di cauzioni e i cui clienti sono i supercriminali più svitati. Se i ridicoli, ma pericolosissimi, delinquenti liberi su cauzione non si presentano in tribunale, le due cacciatrici di taglie si lanciano all’inseguimento. Ma quando ben quattro clienti svaniscono, dopo aver rubato un microchip che contiene un segreto a cui sono interessate le maggiori organizzazioni criminali del mondo, si scatena un vero e proprio putiferio. Gli ingredienti base si riassumono in azione, azione e ancora azione. Non sono più gli anni Settanta e la sceneggiatura è arricchita da una buona dose di ironia e disincanto, ma quando si tratta di menare le mani e di esibirsi in acrobazie e colpi spettacolari, le fanciulle protagoniste non fanno rimpiangere il passato. La giunonica Misty e la flessibile Colleen piroettano e volteggiano entro sexy tutine aderenti che trent’anni fa non avrebbero passato la censura. Se un tempo al centro della scena dominava il torso nudo di Shang-Chi, ora vi sono le tornite curve di due furie in gonnella. Anche gli invincibili kung fu fighter devono piegarsi davanti all’emancipazione della donna.

LA SCHEDA
Titolo: Le figlie del Drago: corpo a corpo
Autori: Justin Grey e Jimmy Palmiotti (testi), Khari Evans (disegni)
Editore: Panini
Numero pagine: 144
Anno: 2007 Prezzo: 11,00 euro

WAR COMICS DI UNA VOLTA…


Anche se i tempi sono cambiati, molte riviste sono scomparse e i dati di vendita non sono più quelli di un tempo, in Inghilterra i war comics continuano a essere pubblicati. Negli ultimi anni la casa editrice Prion sta ristampando in edizioni da libreria molto materiale della Fleetway. Si tratta di volumi monografici di circa 800 pagine e dalla copertina semirigida, in cui vengono raccolte una dozzina di storie prelevate dai vecchi settimanali: War Picture Library, Battle Picture Library, ecc. Tra i più recenti vi è “Death or Glory”, volume uno della Battle Picture Library Collection. Chi mastica un po’ di inglese può immergersi nella lettura di questo corposissimo tomo (che tra l’altro fa un’ottima figura sugli scaffali di una libreria), scoprendo che tutto sommato le storie contenutevi sono ancora gradevoli. Certamente il costante uso delle didascalie e la struttura rigida delle tavole sono stati superati dal moderno modo di narrare, più rapido e visivamente accattivante, ma il disegno di matrice realistica, le sapienti inquadrature, la cura per armi e uniformi non hanno nulla da invidiare a fumetti contemporanei. Spiace solo che i redazionali consistano unicamente in due paginette introduttive e che manchino i nomi degli autori (evidentemente difficili da rintracciare), ma basta una visione dell’immagine di copertina, pittorica come tutte quelle della Fleetway, per invogliare alla lettura.


LA SCHEDA
Titolo: Death or Glory
Autori: AA.VV. (curatore: Steve Holland)
Editore: Prion
Numero pagine: 776
Prezzo: 14,99 sterline

giovedì 7 marzo 2013

IL "MIO" ROBIN HOOD


Oggi ho trovato, in una libreria dell'usato a Salsomaggiore Terme, un libro di Robin Hood, lo stesso a cui ero attaccatissimo da bambino (intorno ai 7 anni) a tal punto da indossare un cappello con la piuma identico al suo. Per soli 3,50 euro un grandioso viaggio nel mondo dei ricordi. Il volume è illustrato da Antonio D'Agostini. Fra tutti gli illustratori della Malipiero, probabilmente Antonio D'Agostini (Vicenza, 1942 - 2011) è stato quello che ha ottenuto maggior successo anche come pittore. Fondatore della casa editrice Avalon, ha acquisito una certa notorietà producendo il volume King Arthur da lui scritto ed illustrato al quale sono seguite diverse mostre personali e pubblicazioni.

mercoledì 6 marzo 2013

UNA MOSTRA PER LUPIN III


Gli interessati si affrettino, perché la mostra dedicata a Lupin chiuderà il 24 marzo. Il Sakura City Museum of Art (285-0023 210, Shinmachi, Sakura-shi, Chiba, Japan) sta infatti ospitando un'esposizione di tavole originali e manoscritti di Monkey Punch, ma anche cel delle varie animazioni e curiosità varie. Un'occasione imperdibile per i fan del simpatico ladro.